Don Ansano Fabbi: parroco di campagna, studioso illuminato

Ansano Fabbi e Giovanni Paolo II

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Notizie biografiche sul più importante studioso di storia e cultura della Valnerina (Umbria)

di Tiziana Biganti

Il testo è tratto dalla pubblicazione “Il museo che non c’è. Catalogo della “Raccolta Ansano Fabbi”‘ edita dall’Associazione VirArt nel 2024. Clicca qui per avere informazioni sul volume e sapere come riceverlo.


Negli ultimi anni della mia carriera professionale, l’intensità dell’impegno per la messa in sicurezza del patrimonio colpito dal sisma del 2016 mi ha spinto spesso a tornare indietro nel tempo a ripercorrere la mia prima esperienza formativa, vissuta in Valnerina dopo il terremoto del 19 settembre 1979, come componente delle piccole squadre incaricate di verificare i danni, redigendo elenchi e schede dei beni culturali. Nell’occasione, ebbi la fortuna di conoscere don Ansano Fabbi, quale preziosa guida del territorio di Preci e della Valle Castoriana.

Fin dal primo incontro con don Ansano, sessantatreenne parroco di Todiano, di piccola statura, esile e vitalissimo nei movimenti nonostante l’usura delle scarpe e la lunga tonaca, con il volto scavato e lo sguardo acuto e vivace, ebbi la certezza di trovarmi difronte a una persona geniale e a un maestro non
comune
. Il parroco predispose accuratamente il programma denso di appuntamenti e l’elenco dei tanti siti da visionare, manifestando talvolta l’ansia di non riuscire a completare le attività previste. Le lunghe camminate per raggiungere le pievi sparse tra i monti e le valli furono per me, giovane dipendente dell’altrettanto giovane Ministero per i Beni Culturali, delle vere e proprie lezioni di straordinario
arricchimento per il lavoro e per la vita. Don Ansano non si limitava a farci strada tra ripidi sentieri
di terra battuta e mulattiere pietrose, per farci arrivare con rapidità e sicurezza nei luoghi da schedare, ma durante il tragitto, nella sua esuberante passione, ci coinvolgeva nell’apprezzamento degli stupendi panorami, dei prati fioriti ricchi di piante aromatiche e officinali, dei boschi di alberi secolari e delle balze rocciose, rifugio dei grandi rapaci, all’epoca ancora presenti nella zona in buon numero e varietà.

L’incontro con “l’unico amico” di Todiano nel 1980, così
ricordato:

Laudato sie mi’ Signore per frate lupo
Lo qual da Agobbio venne a Tuturano
Mostrandosi pentito di sua ferinitade
Ma l’uom giammai si pente di sua
crudelitade.

Grazie a don Ansano, trascinante nella sua sapienza e saggezza, fu un’esperienza immersiva alla scoperta di un ambiente incontaminato, esemplare per il perfetto equilibrio tra la natura e le attività umane, dove, accanto ad aspetti di spettacolare bellezza o di drammatico degrado, si riscontravano tutti i contenuti di una radicata e antica cultura. In due settimane effettuammo tutti i sopralluoghi e ci lasciammo assicurando al sacerdote il nostro massimo impegno, consapevoli della grande responsabilità ricevuta.
Per la prima volta, ebbi la certezza che la progressiva conoscenza del territorio non sarebbe stata solo un’occasione di approfondimento culturale, ma avrebbe rappresentato un percorso più intimo e profondo di riappropriazione identitaria delle mie radici umbre, che mi avrebbe indotto, in modo spontaneo e naturale, a rafforzare l’obbligo etico e professionale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio.


Oggi, dopo 42 anni di servizio svolto nel perseguimento costante e convinto di tale finalità e in occasione della pubblicazione del volume di studi dedicato a don Ansano, ho voluto approfondire la conoscenza biografica di questo mio mentore, attraverso un colloquio diretto con la signora Gemma Battaglia, nipote prediletta del sacerdote, la quale, nella fedele e amorevole vicinanza con lo zio, ha ereditato non solo la generosità ad accogliere ospiti, ma anche una naturale attitudine al bello, realizzando paramenti sacri,
drappi e vessilli splendidamente ricamati. […]

Il testo è tratto dalla pubblicazione “Il museo che non c’è. Catalogo della “Raccolta Ansano Fabbi”‘ edita dall’Associazione VirArt nel 2024. Clicca qui per avere informazioni sul volume e sapere come riceverlo.

Le foto sono pubblicate per gentile concessione delle Famiglie Anzuini e Battaglia.

Il museo che non c'è. Il catalogo della Raccolta "Ansano Fabbi"
Approfondimenti

Due sensazioni

Introduzione al volume ‘Il museo che non c’è. Catalogo della “Raccolta Ansano Fabbi”‘ Il testo seguente è all’interno della pubblicazione edita dall’Associazione VirArt nel 2024.